Mud Creation

October 14, 2019

Mud Mood 

 

Sandro Scarmiglia’s sculptures, shaped through a material composition of mud and glue are stretched  out in search of pure and essential forms in order to hear the echo of prehistoric civilizations. Since ancient times humanity has seen mud as a primordial element of life. Various indigenous traditions and minor religions, in which climatic factors and natural elements are object of worship such as holy beings or considered as their manifestation on earth, support the creation of man from the mud. The Christian religion itself, offers a starting point in this passage of the Genesis " the Lord God formed man from the dust of the ground, and breathed into his nostrils the breath of life; and the man became a living being" Genesis 1-5). In this religious and spiritual perspective, mud reveals to be apparently fragile and inconsistent but hides within itself an immense vital energy. Moreover, considering that the virtue of humility, as the acceptance of our deepest truth, etymologically derives from the humus of the earth: "Do not hide the mud from which one has been moulded or rather, start from this to grow ...” The emphasis on the materiality of the work has a strong link with tribal art, with which the artworks are born by mixing heterogeneous and organic materials and these two components we find usually on the contemporary art scene. Picasso's use of materials is very similar to that of Sandro Scarmiglia: in the creative process, he used to extract the inherent principle in them and then use them for his own purposes. Later, this use of materials, both by the Surrealists and by the Dadaists, reflected a conscious desire to evoke primitive prototypes. The same Scarmiglia’s art proves to have a close link with primordial art, a plastic construction that seeks an empathy from original forms. The modernist trend to a stretched out figure and the familiarity with the proportions of tribal art, very close even  to Giacometti, finds concrete expression with organic shapes whose main characteristic is that they are " never closed containers " that contain and, in the same way, expand a mysterious fluid. These sculptures are also very close to David Smith, who combines, with his Tank Totem, the interest to a totem as primordial archetypal form and the treatment of the material aimed to create an emblem. In Scarmiglia's work, the individual component is outdated in view of the relationship of coexistence, the sculptures are not seen as unique objects, but their being together creates a community. The installation designed by the artist, emphasized by his experience of set designer, thus becomes the tool to change the habitat from time to time and create new dialogues between the shapes.

 

 

“Mud Mood” di Sandro Scarmiglia a cura di Velia Littera

Nelle sculture di Sandro Scarmiglia, modellate attraverso un composto materico di fango e colla, tese alla ricerca di forme pure ed essenziali, si sente l'eco di civiltà preistoriche. Fin dall'antichità l'umanità ha scorto nel fango un elemento primordiale della vita: varie tradizioni indigene e religioni minori, in cui i fattori climatici e gli elementi naturali sono oggetti di culto al pari delle divinità o sono considerati come loro manifestazione terrena, sostengono la creazione dell'uomo dal fango; la stessa religione cristiana offre uno spunto a riguardo nel passo della Genesi "Dio formò l'uomo dal FANGO della terra, gli insufflò nelle narici un alito di vita e l'uomo divenne anima vivente" (Genesi 1-5). In questa prospettiva religiosa e spirituale il fango rivela una natura apparentemente fragile e inconsistente ma cela dentro di sé un'immensa energia vitale. Inoltre la virtù dell'umiltà come accettazione della propria verità più profonda deriva etimologicamente dall'humus della terra: “Non nascondere il fango dal quale si è stati plasmati anzi, partire da questo per crescere…” L'accento posto sulla materialità dell'opera ha un forte legame con l'arte tribale, con cui le opere nascono da una commistione di materiali eterogenei ed organici e sono componenti che ritroviamo nel panorama artistico contemporaneo. L’uso che Picasso faceva dei materiali era molto simile a quello di Sandro Scarmiglia: nel processo creativo egli estraeva il principio insito in essi per poi appropriarsene e servirsene per i propri fini. L’impiego di tali materiali poi, sia da parte dei surrealisti che da parte dei dadaisti, rifletteva un conscio desiderio di evocare i prototipi primitivi. Lo stesso Scarmiglia rivela uno stretto legame fra le proprie opere e l'arte primordiale: si tratta di una costruzione plastica che ricerca un'empatia delle forme originarie. La tendenza modernista alla figura allungata e la familiarità con le proporzioni dell'arte tribale, molto cara anche a Giacometti, si concretizza in forme organiche la cui caratteristica principale è che sono: “contenitori mai chiusi” che contengono e, allo stesso modo, espandono un fluido misterioso. Si tratta di sculture molto vicine a quelle di David Smith, che con “Tank Totem” unisce l'interesse per il totem come forma archetipica primordiale e il trattamento del materiale in vista della creazione di un emblema.

Nei lavori di Scarmiglia la componente individuale è superata in base al rapporto di coesistenza, le sculture non sono viste come oggetti unici ed a sé stanti, ma il loro stare insieme crea una comunità. L'allestimento pensato dall'artista, enfatizzato dalla sua esperienza nel mondo dello spettacolo come scenografo, diviene così lo strumento per cambiare di volta in volta l'habitat e creare sempre nuovi dialoghi fra le forme.

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