Soglie del visibile
- Velia Littera

- 23 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min
Dal 4 al 9 maggio 2026 l'artista Graziella Buccini presenterà la sua mostra personale Soglie del Visibile a cura di Velia Littera presso lo spazio espositivo del negozio Vertecchi (Flaminio) a Roma.
Nel corso della storia Vertecchi ha avuto il privilegio di servire maestri come De Chirico, Guttuso, Cagli, Burri, Fazzini, Vespignani, Maccari e Cantatore. Oggi i loro negozi sono punto di riferimento per artisti, architetti, designer e scenografi oltre che per studenti e docenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

La pittura di Graziella Buccini nasce dal silenzio del colore, un luogo in cui le forme emergono e si ritirano, si confrontano in un dialogo fragile sospeso tra visibile e invisibile. La superficie della tela si trasforma in spazio atmosferico, stratificazioni cromatiche, velature e colature si accumulano lentamente creando un campo in cui il manifesto e l’impalpabile convivono, dove la figura affiora e svanisce senza mai fissarsi definitivamente. In questo spazio ogni dettaglio si fa prezioso, ogni traccia è segno di un processo in corso, ogni velatura suggerisce la possibilità di un apparire inatteso.

Le sue apparizioni hanno la delicatezza di presenze effimere, sagome vegetali, tracce organiche, oggetti domestici e frammenti architettonici si manifestano come memorie trattenute sotto la pelle del colore, sollecitando nello spettatore uno sguardo attento e partecipe. Osservare queste opere diventa un atto di ascolto visivo, un’esperienza in cui lo sguardo ricompone i segni, percepisce il ritmo nascosto della materia e accoglie il lento dialogo tra forma, colore e spazio. In questo movimento sottile ogni soglia del visibile si apre come un invito a entrare nell’opera e a condividere il suo respiro, a percepire la fragilità del momento e la mutevolezza di ciò che vediamo.

La pittura della Buccini si fa soglia percettiva e riflessione filosofica, l’immagine non è un oggetto statico ma un evento delicato che accade nello spazio. La forma non si consolida una volta per tutte ma viene costantemente rimessa in discussione dal fluire del colore che la invade, la modula e talvolta la nasconde.
Ogni tela diventa allora esperienza del tempo, un istante sospeso in cui ciò che si manifesta può dissolversi e ciò che sembra svanire può riaffiorare creando un continuo gioco di apparizioni e sparizioni. Una relazione intima tra vedere e sentire, tra memoria e percezione, tra presenza e assenza che rende lo spettatore partecipe di un flusso in cui ogni gesto pittorico ha il peso del tempo che scorre.

I quadri di Graziella Buccini evocano la fragile bellezza della vita. Il mondo affiora, si lascia intravedere e poi si dissolve lasciando traccia di un processo perpetuo, un equilibrio precario in cui consistenza e presenza convivono in modo delicato, instabile, ma proprio da quella fragilità nasce la bellezza. Questa mostra è un invito a percepire la mutevolezza della vita come poesia e a scoprire nello sguardo il potere di far emergere ciò che sembrava perduto. Restiamo in ascolto…. viviamo l’arte e quindi, la vita, come esperienza poetica e meditativa in cui l’atto di vedere diventa presenza, memoria e sogno. Ogni istante di visione è un incontro unico con ciò che appare e scompare. Ogni quadro diventa un orizzonte da percorrere, un territorio in cui le forme nascono, svaniscono e tornano a riemergere come echi di un mondo che non si mostra mai completamente ma che si rivela nella pazienza del guardare.




Commenti